Ragoût di lenticchie

Non sapevamo bene come chiamare questo piatto, considerato che a Bari il ragù è un rito che sfiora la sacralità. Allora abbiamo studiato un po’ fino a  stabilire che non ce ne vorranno gli onnivori in quanto con il termine di origine francese “Ragoût” si identificano generalmente preparazioni di carne, pesce o verdura tagliate a pezzi, a cottura “in umido” relativamente lunga. 

L’etimologia del sostantivo deriva da ragoûter, cioè “risvegliare l’appetito”,
aspettativa perfettamente superata.

Mentre l’odore avvolgeva casa, abbiamo deciso di preparare degli gnocchetti saraceni per condire il ragoût. Da questa dose si riescono a preparare due pietanze distinte.

Ingredienti per 2 persone:

150 gr lenticchie tenute a bagno
1 cipolla bianca di medie dimensioni
2 carote
2 coste di sedano
400 ml passata di pomodoro
250 gr pomodoro a cubetti (autoprodotta)
alloro o basilico
sale integrale
olio evo

Procedimento:

Tagliare finemente la cipolla e ridurre in dadolata una carota e una costa di sedano, tenere il resto della verdura da parte. Avviare la cottura con un filo di acqua e poco sale, quindi aggiungere le lenticchie e la passata, io ho usato i prodotti biologici di Alce Nero. (le lenticchie possono essere tirate con un bicchiere di vino rosso secco, prima dell’aggiunta del pomodoro).

Secondo il vostro gusto personale vi consigliamo d’insaporire con del basilico nella stagione estiva e con dell’alloro essiccato nel resto dell’anno. Preparare nel frattempo un brodo vegetale che servirà sia per tirare il ragoût che per cuocere gli gnocchi ottenuti unendo acqua e farina di grano saraceno, biologica, che compriamo sempre e solo dalle amiche Perniole.

gnocchi saraceni

Mentre il sugo sobbolle e si restringe, è il momento di calare gli gnocchi.  Venuti a galla possono essere scolati e saltati in padella con un po’ il sugo.

Una spolverata di farina di mandorle Filippo Cea, quelle buone della nostra terra, coltivate dall’azienda Donna Francesca,  un filo di olio evo spremuto a freddo dalla Masseria Cusmai ed ecco una fantastica cena senza glutine.

copertina1

da gustare fino all’ultima forchettata.

buono

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