#TEMP a Palagiano

Giovedì è stato il giorno delle innovazioni: prima, passando delle amiche Perniola, ho assaggiato una geniale rivisitazione dello snack salato. Sarebbe potuto essere un salatino o un tarallo, invece è una strascinata alla pizzaiola.

perniole

Una volta data la forma non viene  essiccata ma è cotta in forno: un aperitivo innovativo come il futuro che vogliamo costruire. Poi siamo andati a vedere come si possono rompere gli schemi legati al modo tradizionale di fare ristorazione e di concepire il cibo, a Palagiano, presso the factory urbanlab. Una cena fuori dal comune in cui è stato presentato #temp: nome temporaneo per cucina mobile temporanea, un esperimento che sta prendendo forma grazie alla falegnameria del laboratorio. La necessità della serata non nasceva dalla volontà di provare la cucina, che è ancora in fase di costruzione, quanto alla possibilità di testare tutto il resto: cuochi, litri di vino da comprare, chili di pasta da scegliere, pentole da recuperare, 45 commensali (che sarebbero dovuti essere la metà).

Tavoli apparecchiati da una tovaglia esplicativa che poneva l’attenzione su domande di natura sociale, bicchieri allineati in attesa di essere riempiti, basta scegliere chi saranno i commensali accanto.

domande

tracciabiòlita

creativita

estetica

km0?

Io ho scelto il tavolo triangolare con un sacco di sedie costruite in falegnameria

tavolo

e ho notato che al posto del solito menù, che era affisso in bella vista,

menu

c’era un listino per permettere ai commensali di impostare il prezzo di ogni pietanza e  in questo modo quantificare la cena.

listino

Quindi di questa cena so che ci sono due cuochi, Cristiano e Cristiano, so cosa si mangerà, so che valuterò ogni singolo ingrediente, ma non come se fosse solo un ingrediente. Il fatto di essere qui, di parlare con un sacco di persone mai viste, di confrontarmi con loro, lasciarmi inebriare dai profumi, dover mangiare poco per via di certi ingredienti, chiacchierare con i cuochi cercando di capire cosa cercano di raccontare con la loro cucina..è questo che voglio quantificare. Per questo sono qui stasera: vivere il cambiamento, contribuire, lasciarmi contaminare e fare in modo che le idee vincenti, vincano.

Se volessi soffermarmi sulla cena mi verrebbero da dare due consigli ai cuochi:

l’utilizzo di meno ingredienti e di lavorazioni meno impegnative, avrebbe ulteriormente incentrato l’attenzione sulla decrescita, mentre la scelta di preparare una cena vegetariana, se pur lodevole, non basta a soddisfare le crescenti e differenti esigenze in campo alimentare.
Mi permetto di dire questo sulla base della mia esperienza con commensali sconosciuti che ho alle spalle, e delle scelte alimentari che compio ogni giorno. La nostra filosofia si plasma sul tema della semplificazione, ridurre gli ingredienti (nella maggior parte dei casi inutili dal punto di vista nutritivo) e lasciare spazio alla fantasia.

copertina

Ma non voglio soffermarmi sulla cena, piuttosto sull’esperienza, che va oltre l’impiattamento scenico, i sapori in contrasto e il vino fantastico. Il valore della cena di ieri non deriva solo dalla ricerca degli ingredienti, dalla composizione del menù, dalla simpatia dei cuochi e di chi abita il laboratorio. Il nodo cruciale dell’esperienza è dato dal capitale umano, dalle interazioni tra gli sconosciuti, dalle relazioni che potrebbero nascere. Tutto quello che succede a margine della cena e che quindi non si ferma con la digestione, è il vero valore della serata, per me non quantificabile. (Ma ho comunque pagato, anche senza riuscire a quantificare, com’è giusto che sia)

Molto spesso non abbiamo bisogno di risposte, solo di porci le giuste domande.

win

 

Contenuti Correlati:

Commenta usando Facebook

commenti al momento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *